Ultima modifica: 27 luglio 2015
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Lavorare in modo collaborativo

Il piano di diffusione delle LIM su scala nazionale, dimostra l’attenzione verso l’innovazione tecnologica e il mondo digitale, attenzione che peraltro si scontra con le difficoltà a cui sta andando incontro la scuola nel garantire l’ora di informatica nelle classi. I docenti si trovano sempre più a fare i conti con una riduzione delle ore di compresenza e di conseguenza si vedono impossibilitati a programmare attività laboratoriali con classi numerose e un parco macchine molto spesso numericamente limitato e alquanto datato. Perchè allora questa svolta tecnologica dotando le scuole di LIM? A mio avviso perché deve cambiare la logica dell’utilizzo della tecnologia: la LIM sì, ma in classe, come strumento attivo e non semplice arredo da utilizzare come comune lavagna.

Il rischio è proprio questo: far diventare la LIM l’ultimo ritrovato della tecnologia che stupisce con effetti speciali e che rischia di cadere nel dimenticatoio dopo un primo utilizzo dettato dalla curiosità per la novità. La conseguenza immediata è la trasformazione della lavagna interattiva in una sorta di comodo maxi schermo da utilizzare per una classica lezione frontale. In sostanza: cambiano gli strumenti, ma il metodo rischia di essere sempre quello.

Immersi in una realtà super-tecnologica che muta in continuazione e sforna ogni giorno nuovi prodotti high-tech i nostri alunni sembrano avere bisogno di metodologie sempre nuove, di strategie educative che colpiscano la loro attenzione, di alternative pedagogiche che si discostino dall’apprendimento come mera trasmissione di contenuti.
La LIM in questo senso può diventare un’ottima occasione di learning by doing o meglio ancora di cooperative learning. L’esperienza fatta con Laboratorio Formazione, mi ha permesso di conoscere a fondo il metodo dell’apprendimento collaborativo.
Sperimentandolo in prima persona con un gruppo di docenti e poi trasferendolo sui miei alunni ho potuto apprezzarne i vantaggi e l’efficacia. Solo la pratica sul campo mi ha permesso di toccare con mano come questo approccio metodologico metta tutti i partecipanti in grado di lavorare, ciascuno secondo le proprie potenzialità, capacità, doti di creatività, riflessione e spirito critico. Ogni componente si sente responsabile e co-costruttore del processo di apprendimento, migliora la sua autostima, l’integrazione all’interno del gruppo dei pari. L’immediata conseguenza è un maggiore successo scolastico.
Il passo ad unificare cooperative learning e LIM è breve.
La LIM acquista valore educativo nelle nostre classi se diventa uno strumento interattivo utilizzato dagli alunni per costruire in modo originale, divertente il proprio percorso di apprendimento. In che modo un docente può raggiungere questo obiettivo?
Tenendo conto di tre aspetti fondamentali: il cambio di ruolo del docente che diventa tutor o coach nel processo di apprendimento, la pianificazione delle attività e una diversa concezione del fattore tempo. E’ innegabile che si ritiene a memoria non quanto ci è stato insegnato come semplice trasmissione di contenuti, ma quello che abbiamo potuto realizzare nel campo delle esperienze, con tentativi, errori e percorsi di autovalutazione sul nostro operato. Aiutare gli  alunni a costruire il proprio sapere significa guidarli nella ricerca, nella scoperta e nella rielaborazione attraverso un percorso che apparentemente può sembrare più lungo e faticoso, ma che alla lunga genera risultati inaspettati e inattesi soprattutto da parte di quei ragazzi che sembrano essere sempre passivi di fronte ad ogni proposta. Tutto questo deve avvenire attraverso una pianificazione degli interventi, seguendo un diario di bordo che indica le tappe significative del percorso e che registri successi, correzioni sul campo, modifiche in itinere.

La traduzione nella pratica.

Per chiarire meglio quanto espresso si possono fare degli esempi.
Scuola primaria: argomento le favole. Ad ogni gruppo, seguendo le tecniche del cooperative learning, viene affidata una favola da leggere, interpretare, comprendere attraverso la ricerca della morale. Compito in situazione: ogni gruppo prepara, utilizzando alcuni applicativi del sistema operativo Linux, un crucipuzzle, un memory, una serie di indovinelli da proporre agli altri gruppi che risolveranno i quesiti direttamente sulla LIM.
Scuola Secondaria di primo grado: argomento le energie rinnovabili. Attraverso una webquest gli alunni divisi a gruppi e utilizzando il metodo cooperativo ricercano informazioni sull’argomento trattato, discutono, vagliano i contenuti e costruiscono una mappa concettuale. Compito in situazione: ogni gruppo realizza una lezione/presentazione di quanto imparato con questionario finale di autovalutazione su quanto appreso.
Questi sono due semplici esempi di come poter rendere appassionante ed entusiasmante l’apprendimento. Nel momento finale di debriefing molto spesso gli alunni si sorprenderanno di avere imparato moltissimo … divertendosi, aspetto che difficilmente viene preso in considerazione, ma che spinge ad una acquisizione  di contenuti significativa  e durevole nel tempo. 

pubblicato sul sito LaboratorioFormazione il 9 luglio 2010

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